28 Ottobre 2009

Quando l'esperienza fa la differenza!

Questa la scena: io a cena, con il formaggio e le uova, mentre aspetto, perché mi sembra carino ed educato, il mio coinquilino. Non ha intenzione di venire a tavola e allora inizio, anche con un po' di imbarazzo. Mangio con l'ansia, perché chi mi è accanto non ha voglia di star fermo. Sembra irrequieto. Cerca qualcosa da trangugiare, da spezzettare, da divorare. Mangia uova, formaggio, salsa, pane in abbondanza, salsiccia..."ho ancora fame!", grida, come se io e l'altra dovessimo cercargli la preda. Si alza di nuovo. Mi sembra un morto di fame. Butta il formaggio nella spazzatura soltanto perché ha un po' di muffa. Tutto questo nel giro di dieci minuti. Io nel frattempo mangio ancora le mie uova. E io che mi preoccupavo di esser stata poco educata.
Si alza per l'ennesima volta e se ne va in camera sua, senza aver rivolto parola a nessuno. Torna poco dopo e accende la tv: beh, scusate, ma c'è "Chi ha incastrato Peter Pan". Io continuo a mangiare la mia cena. Non vedo l'ora di lavare i piatti e rinchiudermi in camera.
Cenetta triste, almeno per me. Per loro è la normalità. La cena non è più un momento di 'riunione familiare', ma si è ridotta a poco più di dieci minuti insieme, o meglio nella stessa tavola, a guardare quattro bambini vestiti da adulti, che cantano e ballano come tante marionette.
Le riflessioni da fare sarebbero tante, dall'educazione alla distanza generazionale. Non dico nulla, devo ancora digerire (in tutti i sensi), soprattutto perché i modi di fare, il rapporto col cibo e i comportamenti a tavola, può sembrar banale, ma rappresentano ciò che siamo.

Lo so, io analizzo tutto e forse, a volte, lo faccio anche in maniera esagerata, ma stasera mi sono sentita davvero lontana e aliena.
E' possibile che i ragazzi di oggi siano così sconclusionati e privi di educazione?

Alla prossima puntata... 

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