28 Marzo 2009

Strasbourg #16

Una stanza di 9 m2, piena zeppa di ricordi, di foto, di fogli scritti, di tante idee e speranze può aiutarti a capire? Non lo avrei mai creduto, eppure sembra che sia così. Io, che in questi giorni di influenza, cominciavo quasi a odiare queste quattro mura (a dire il vero ne sono solo due!).
Due mesi passati a rivivere ogni momento, a riguardare i miei errori, a farmi, come sempre, del male. Poi, imbottita di aspirine e di ore di film, ho capito che il più grande errore lo stavo commettendo proprio ora. Ho spento il cervello. Messo da parte il mio 'senso di colpa', su cui si è basata gran parte della vicenda. E ho aperto gli occhi.
Sono io, cazzo, che sto soffrendo. Io ho sempre sofferto. Io mi sono messa in gioco, io ho affossato i miei sentimenti per non farti del male.
Ora basta. Divento io la protagonista. Sono stanca di agire per il bene degli altri. Non è giusto. Io sono qui. Non sono una macchina, priva di sentimenti.

Tre delusioni. Tre persone completamente differenti. Solo una di queste mi ha dimostrato l'affetto di cui avevo bisogno in un momento difficile. Quella persona è ancora accanto a me ed è uno dei miei migliori amici. Voglio dire: bisogna dimostrare nella semplicità dei momenti che si tiene a qualcuno.

Allora, nella mia mini-stanza, mi chiedo chi-sei-tu-ora-per-me. Ho quasi l'impressione di volerti  come un ricordo. Ancora non lo so, in effetti. Scrivo e riscrivo quella lettera nella mia testa ogni notte. Un giorno, spero di poterla inviare davvero.

Forza primavera, perché ci metti tanto ad arrivare?

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